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Politica

Giornata del ricordo. Mazzoli: “Un Paese maturo riconosce la storia senza dimenticanze”


“Un Paese maturo è quello che riconosce una storia sembra ombre e senza dimenticanze. La memoria comune deve fornire un grande aiuto per guardare al futuro con maggiore consapevolezza e per scacciare dal destino delle future generazioni ogni pulizia etnica e ogni odio razziale, da qualunque parte arrivino". Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, in occasione del Giorno del ricordo, il 10 febbraio, in cui si commemora una delle pagine più buie della storia contemporanea.
 Fra il 1943 e il 1947 oltre 10mila persone furono gettate vive o morte nelle foibe, le cavità carsiche ai confini orientali dell’Italia. Una pulizia etnica portata avanti per volere del maresciallo Tito e dei suoi partigiani, allo scopo di annientare la presenza italiana in Istria e Dalmazia. Un genocidio riconosciuto ufficialmente nel 2004, con la legge numero 94 che istituì  appunto la "Giornata del Ricordo", in memoria dei martiri delle foibe e dell’esodo delle comunità giuliano-dalmate e istriane.
“Ricordare quei fatti, continua l'On. Mazzoli, è un obbligo morale e un dovere civile verso quegli innocenti costretti a lasciare tutto, che non hanno potuto scegliere di restare, ai quali è stata imposta una scelta che ha stravolto vite e famiglie. No a negazionismi o revisionismi, serve solo rispetto”

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